intervista a Fotoinassolutaliberta !

Intervista a GIOVANNI PAOLINI

 
Intervista di Gregorio Andreini

 

https://fotoinassolutaliberta.blogspot.it/2018/05/intervista-giovanni-paolini.html

una recensione di Alberto Gianfranco Baccelli BAG

FOTO DELLA SETTIMANA 47  nel gruppo FB  Fial
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La foto di questo weekend FiAL è di Giovanni Paolini.
Non si può guardando questa foto non parlare di Mario Giacomelli, un po' perché Giovanni è da sempre un ammiratore del grande fotografo italiano, innovatore e visionario, un po' perché questo scatto è degno della scuola giacomelliana del bianco e nero.
Le figure nere aspettano il bianco, oltre ad essere il titolo di una bella mostra del grande artista, è la sintesi del modo di far fotografia di Giacomelli. Chi non ricorda i pretini sulla neve, o le foto di Scanno? Cavalli di battaglia e precursori di un genere fotografico a metà strada tra fotografia e grafica, pittura.
A Giacomelli stava stretta la macchina fotografica e non dava importanza al mezzo tecnico, infatti ha sempre fotografato con la stessa macchina che si era fatto costruire da un amico, consumandola e rattoppandola nel tempo, ma -come diceva lui- non se ne sarebbe potuto separare e l'importante era che non entrasse la luce dalle fessure causate dall'uso…
Anche questo accomuna i due, infatti anche Giovanni usa sempre la stessa macchina fotografica, semplice, non l'ultimo modello di macchina fotografica iper-super-innovativa, ma quello che conta è che usa la sua creatività e la sua cultura alla stessa maniera del genio-maestro Giacomelli.
Detto questo, possiamo ora esaminare ed apprezzare a pieno lo scatto che oggi portiamo in evidenza. Uno scatto semplice, pulito, minimalista e dinamico, un concentrato di occhio e tecnica fotografica, di intuizione poetica e realizzazione artistica appropriata e piacevole. Il paesaggio diventa una semplice visione di accompagnamento del soggetto principale, un accenno alla realtà da cui è stata estrapolata la visione, non invadente, non un comprimario, ma solo una quinta scialba e quasi nascosta per non disturbare troppo il personaggio principe di tutta la scena, quella sagoma umana che passa veloce sulla bicicletta. E se la fotografia può congelare un attimo perfettamente nella nostra memoria e delinearne per sempre i contorni con riprese perfette e nitide, così la stessa fotografia può fissare, grazie a tecnica ed emozione, anche le visioni sognanti, ricordi effimeri e fuggevoli dai connotati eterei ed indefiniti che spesso si nascondono nei meandri della nostra memoria percettiva.
Chiuderei con una frase del grande fotografo italiano: "Le immagini che scelgo sono quelle che rendono le sensazioni che ho provato nel momento in cui scattavo, le sensazioni che vorrei non perdere, che vorrei dare ad altri. Scelgo le immagini che potrebbero aiutare gli altri a riflettere, ad amare di più la vita."
(bag)

 

 

fotografi nel web

una  pagina  nel   web 

curata  da  Libero  Api  

http://fotografinelweb.blogspot.it/2009/02/fotografi-nel-web-72-giovanni-paolini.html

photoclipart

BEST OF STREET

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ON COVER PH GIOVANNI PAOLINI

editorial writer Titti Del Vecchio

Le foto di strada hanno l’innegabile vantaggio di essere immediate, reali, di raccontare una storia o uno stato d’animo. E’ un racconto a volte inconsapevole tra il fotografo e il soggetto o ancora tra i soggetti fotografati spesso sconosciuti, ma così vicini, uniti dalle loro azioni, atteggiamenti. . L’attesa di un metrò, una chiacchierata tra amici, un boccone consumato velocemente, lo sguardo di un bambino, un uomo sulla spiaggia, un gioco sulla spiaggia, gli artisti di strada. E poi il mare, un balcone, un tram, una città. La strada è un crocevia di passi, di sguardi, di attese, pensieri, sorrisi, dove regna la spontaneità. L’autore, parte integrante della strada, spontaneamente coglie gesti quotidiani trasformandoli in emozione, rendendoli eterni. E se nella street, come dice J.Luc Godard la fotografia è verità, allora Eduardo De Filippo c’insegna che la strada è il più grande teatro con il più grande palcoscenico dove ogni uomo dovrebbe camminare spoglio e continuare il suo cammino in mezzo alla via anche se la folla lo guarda.
Photos of the street have the undeniable advantage of being immediate , real , to tell a story or a mood . It ‘ a story sometimes unaware between the photographer and the subject , or even between subjects, that are often unknown , but so close together , united by their actions , attitudes . The waiting for a subway , a chat with friends , grab a bite consumed quickly , the eyes of a child , a man on the beach , a game on the beach , the street performers . And then the sea , a balcony , a tram , a city . The road is a crossroads of steps , looks , expectations , thoughts , smiles , spontaneity reigns . The author , an integral part of the road , spontaneously captures everyday gestures , transforming them into emotion , making them eternal . And if in the street , as J.Luc Godard says photography is truth, then Eduardo De Filippo teaches us that the road is the largest theater with the biggest stage where every man should walk bare and continue its journey in the midst of away even if the crowd looks at him .

best street selection fromCLIP&ART:

https://photoclipart.wordpress.com/2015/02/21/best-of-street/

 

 

Corrado Corradini

Corrado Corradini-Co dice:

"Sempre magico!!! 
Apparizioni improvvise,ombre che prendono forma dal nulla come fantasmi…
Un gusto unico nel comporre realtà diverse e sovrapposte di una città dai mille volti.
Estremamente sensibile e attento , assolutamente padrone
del territorio ... un VERO poeta urbano !!!
A mio parere Giovanni Paolini è un fotografo unico ,
mai banale ,con un occhio straordinario 
davvero una VOCE nuova un artista che apprezzo e ammiro
COMPLIMENTI!!!!"

1 marzo 2010

Pamphlet Project & Point Photography





Pamphlet Project & Point Photography
Theme: Henri Cartier Bresson
Winner Photographer: Giovanni Paolini
 
Giovanni Paolini ci regala un immagine splendida, dotata di una composizione e un bianco e nero eccellenti.
Il “carpe diem” è davvero notevole.
La neve scende dal cielo, come coriandoli in un carnevale grandioso, per chi ha poesia e sensibilità nel cogliere la magia dell'attimo.
In questo scatto l'autore ferma l'istante dello stupore, della gioia della donna che sembra quasi abbracciare la felicità del momento, contagiando chi osserva lo scatto e rendendolo partecipe a questa suggestiva situazione.
Una street di notevole impatto emotivo e di pregiata tecnica.
Complimenti.
Editorial Laura Zambelli

 

il Dott. Massimo Pellerano legge le mie foto

Caro Sig. Giovanni,

per esprimere un primo commento “a caldo” sulla  sua opera, prendo a prestito un’affermazione di Gavino Sanna: “Non so fotografare, ma so riconoscere quando una foto è bella”.

E le sue lo sono, e molto.

Ma se mi fermassi qui, saremmo ancora sul piano del giudizio puramente impressionistico (è bello, non è bello, mi piace, non mi piace ecc.).

Mentre credo che le sue foto chiedano, e meritino, una valutazione più approfondita.

Dirò allora che la sua opera tutta va letta sotto il segno della sperimentazione mai fine a se stessa, bensì piegata e indirizzata a fini espressivi precisi.

Non v’è mai gratuità nel ricorso a colori saturi, a immagini sfocate, a “virtuosismi” solo apparentemente tali.

Tutt’altro: sono la “forma” scelta dall’autore per vestire il “contenuto”, la propria 
Weltanschauung.

Ed è una visione del mondo amara e disillusa quella che emerge da molte foto, segnatamente gli scatti che hanno a protagonisti degli “umani”. 

Non uomini e donne, no, ma “umani”: uso consapevolmente questo termine, quasi che una strana razza in mutazione (estinzione?) sia quella che le foto ritraggono, una specie che da tempo ha perso l’innocenza, che non rammenta più da dove viene né tantomeno sa dove andrà (finirà?).

Una specie con molto passato, poco presente e niente futuro, esistenzialmente così esile e diafana da palesarsi in immagini sfocate, sfuggenti, volatili, quasi eteree, tanto scarsa è ormai la sua capacità di incidere in un mondo sempre più spersonalizzante e omologante.

Senza riscatto dunque, il mondo di Giovanni Paolini? 

Così sembrerebbe, se a fare da contrappeso al mondo urbano non venisse, salvifico, quello rurale. Dove i colori tornano “naturali” e netti i contorni, e una sensazione di pace promana da immagini immerse in un silenzio sospeso, fiabesco, fuori dal tempo.

Qui, sembra dirci l’autore, l’uomo può forse ritrovare un senso al suo esserci.

O forse è troppo tardi per tutto e all’autore resta solo la consapevolezza di renderne lucida testimonianza.

Con un clic.

Massimo Pellerano


 
P.S. Naturalmente invoco sulla mia testa la benevola indulgenza dell’autore, il quale potrebbe a buon diritto sottoscrivere la frase detta da non ricordo chi di fronte alla disamina della propria opera da parte dei critici: “E io avrei voluto dire tutto questo?”

Danilo Millilli mi pone delle domande

 

Danilo  Millilli   mi pone  delle  domande

Ecco le prime 10 domande

prendete tutto il tempo per rispondere

non troppo vorrei pubblicare per la fine del mese

danilo

  1. Viaggiando e fotografando esiste lo sguardo neutro, oggettivo o innocente?

  2. Cosa significa nel vostro caso spogliarsi della propria identità in fotografia?

  3. Chi è il fotografo perfetto?

  4. Chi è la modella perfetta?

  5. Per esercitare la professione di fotografo ci vuole una buona dose di cinismo?

  6. Qual è la qualità essenziale del fotografo?

  7. Qual è il contrario di fotografia?

  8. gpaolini come racconterebbe un altro fotografo: bruno in questo caso?

  9. La fotografia porta nelle nostre case la minaccia di essere coinvolti nella storia con la esse maiuscola?

  10. Pensi che lo spirito di H.C. Bresson possa ancora affascinare ed essere attuale anche per le nuove generazioni di fotografi?

per qualsiasi spiegazione sono a disposizione

danilo

danilo.mililli@fastwebnet.it

Milano 25-01-2010

Caro Danilo

Ti ringrazio per questa intervista , ti premetto che non sono molto bravo con le parole .

Preferisco fotografare .

Spero di non deludere.

Ringraziero’ anche Bruno per aver fatto il mio nome .

Ciao

Cordiali saluti

Giovanni paolini

 Viaggiando e fotografando esiste lo sguardo neutro, oggettivo o innocente?

 Diversi sono i modi di viaggiare, e diversi i modi di fotografare ,sia viaggiare che fotografare trovano la compiutezza all' interno di un percorso che è sempre un viaggio dentro i labirinti del nostro essere. Il valore della memoria è un valore costante . Viaggiare è fotografare e sempre riportare con se immagini, suoni, profumi, sensazioni.

Io ho sempre uno sguardo innocente mi lascio coinvolgere dalle situazioni , dalla luce, dai colori, dalla gente sempre pero’ con un’ approccio genuino , istintivo mai precostituito e razionale ma sempre emotivamente coinvolgente .

Istantanee fotografiche e mentali che mi riportano nei luoghi fotografati , ma non necessariamente portano i fruitori delle mie immagini ai luoghi in cui sono stato .

 Cosa significa nel vostro caso spogliarsi della propria identità in fotografia. 

 Fotografare non vuol dire spogliarsi della propria identita’ , ma andare con i propri convincimenti e con la propria identità verso la propria 'identità fotografica .

Tuttavia occorre anche chiedersi se ognuno di possieda solo una identità o piuttosto la sua identità non sia composta, ampia, mutevole. Ognuno di noi cambia continuamente, evolve, a seconda dei contesti, dei mutamenti sociali, delle proprie esperienze e dei propri vissuti.

Riconoscere dentro di sé una pluralità di punti di vista, di dimensioni, di modi di essere significa rendersi disponibili alla relazione aperta con gli altri evitando il rischio dello scontro che nasce quando le identità si arroccano nella sola dimensione della propria irriducibilità.

 Chi è il fotografo perfetto?

 Credo che il fotografo perfetto, quello che incanta tutti, non esista, ma esistono tanti bravi fotografi ognuno grande nel suo piccolo grande mondo.

  1. Chi è la modella perfetta?

  2. A questa domanda non so rispondere molto bene .

Non ho mai provato a fare foto con modelle . Tutte le mie foto sono istintive , scattate girando e rubando espressioni ed emozioni ,anche le mie foto famigliari migliori sono quelle scattate all’ improvviso .

Mia figlia Roberta da piccola era una modella speciale .

 Per esercitare la professione di fotografo ci vuole una buona dose di cinismo?

 Il cinismo come forma estrema di individualismo etico e di asocialità, è così diffuso nell'epoca contemporanea da farla descrivere a volte come l’ era del Cinismo.

Esistono molti tipi di fotografo .

Per esercitare la professione di fotoreporter occorre una certa dose di cinismo ,io non riuscirei mai a fotografare persone che soffrono senza intervenire e lenire le loro sofferenze ma per lavoro.

Per altri campi non necessariamente si deve essere cinici .

 Qual è la qualità essenziale del fotografo?

 L’onesta’ nella valutazione dei propri scatti ritengo sia la dote indispensabile per un fotografo .

Cominciare a fotografare con umilta’ crescere con l’applicazione ed il lavoro , studiare quello che e’ gia’ stato fatto, sono i presupposti essenziali per arrivare a quell’ onesta che e’ indispensabile .

7 Qual è il contrario di fotografia

 Questa e’ una domanda che non mi sono mai posto e a cui proprio non so rispondere .

Il contrario in che senso?

 gpaolini come racconterebbe un altro fotografo: bruno in questo caso?

 Dare una definizione esaustiva delle fotografie di Bruno non è semplice. Lui spazia un po’ in tutti i campi .

Si potrebbe cominciare dalle suestreet , istantanee della vita urbana osservate per strada nella sua quotidianità e nei suoi molteplici aspetti: l’ironia, l’imprevedibilità, bellezza ed anche la durezza della vita ,

Sempre pero’ con molto garbo e delicatezza . Le sue foto privilegiano l’attimo, la particolarità della situazione rispetto alla tecnica fine a se stessa.

Le sue foto architettoniche , in cui e’ perfetta la composizione, il contrasto forte e dove le masse ed i volumi prendono forma nel nostro subconscio e ne fanno nascere emozioni .

Il suo portfolio “ spazi romani “ e’ esaustivo.

Le sue ultime foto ci riportano indietro nel tempo .

Insomma un ottimo fotografo per me.

La fotografia porta nelle nostre case la minaccia di essere coinvolti nella storia con la esse maiuscola?

Alla base della fotografia privata ci sono innanzitutto i momenti piu’ importanti del ciclo della vita, battesimo, servizio militare, matrimonio , figli ecc .

Secondo una concezione tradizionale la storia è costituita da grandi eventi di cui sono protagonisti grandi uomini ,mentre la fotografia privata racconta solo i margini della storia.

Le fotografie private forse possono dare un contributo alla storia del costume , rappresentando il tempo passato ci ricorda di come eravamo .

Ci sono fotografie che raccontano la grande storia ma vengono per lo piu’ gustate dagli addetti hai lavori.

Pensi che lo spirito di H.C. Bresson possa ancora affascinare ed essere attuale anche per le nuove generazioni di fotografi?

La fotografia non oggettiva niente, non prova niente. La sola oggettività – e sono le uniche responsabilità che mi sono sempre imposto – è di essere onesti ...HCB .

Questa e altre citazioni di HCB insieme alle sue foto hanno inciso molto sulla mia crescita fotografica . Gustare l e sue foto , momenti irripetibili . Il tempo scivola sopra le sue fotografie e sembra non consumarle.

Come si piu’ pensare di fare fotografia senza ever visto quello che HCB ha realizzato .

I Giovani personalità eclettiche e curiose, attenti indagatori dell' essere che cercano in tutti i modi di di essere originali non possono che arricchire il proprio sguardo e la propria anima visitando Henri Cartier Bresson,

 altre   15  domande 

  1. intricato è il rapporto tra fotografia e morte e la simulazione che vi si può insinuare in ogni momento e non da sottovalutare. Infatti che cos’è un cadavere, una salma il corpo senza vita del morto? E’ esso fotografabile guardabile, sostenibile? La fotografia può cogliere dunque la morte?

  2. Dalla camera chiara di Roland Barthes: “vita (morte: il paradigma si riduce a un semplice clic   dell’otturatore, quel che separa la posa iniziale dal ruolo finale. Cosa ne pensi?

  3. Il morto è l’assente come la fotografia della natura morta. Punto di partenza un immagine mancante.

  4. la fotografia insegue la pittura con l’emulazione con effetti talvolta al limite della parodia?

  5. La fotografia pornografica crea piacere o stimola desiderio?

  6. La parodia - dalla lingua greca parà (simile) + odè (canto) - è l'imitazione di uno stile letterario, musicale o artistico destinata ad essere riconosciuta come tale.guardare, osservare e  vedere in fotografia sono tre parole diverse fra loro ma nello specifico: volgere, posare intenzionalmente lo sguardo su qualcosa . o su qualcuno, o osservare: guardare con attenzione o vedere: percepire attraverso gli occhi, con il senso della vista, notare, accorgersi.

  7. Auto fotografarsi è un desiderio di sintesi e di identificazione nonché di simbolizzazione forte della figura dell’artista come martire sulla via della conoscenza? Per poi rivelare da tale ricerca il veritiero in fondo esasperante narcisismo?

  8. Per pornografia si può intendere mostrare tutto senza pudori?

  9. Mostrare il corpo perversamente secondo un complesso e ambiguo gioco di nascondimenti e svelamenti è giusto?

  10.  La fotografia è più coinvolta dall’aspetto della realtà rispetto alle altri arti umane?

  11. Come  si può lavorare insieme fotografo e modella (caso famoso Alfred Stieghtz e Clarence H. White) dietro l’unico occhio della macchina fotografica?

  12. Nell’immaginario comune è diffuso il sospetto di un intimo rapporto e sensuale tra il fotografo e la modella. Quanto potrebbe esserci di vero o di falso?

  13. Lealtà, generosità e discrezione sono qualità di un fotografo?

  14. La modella è molto più indipendente e trasgressiva del fotografo?

  15. Nella vita frequentando dei fotografi ha imparato qualcosa da loro? Se si cosa?

 

 1 intricato è il rapporto tra fotografia e morte e la simulazione che vi si può insinuare in ogni momento e non da sottovalutare. Infatti che cos’è un cadavere, una salma il corpo senza vita del morto? E’ esso fotografabile guardabile, sostenibile? La fotografia può cogliere dunque la morte?

 Qualcuno ha scritto “da sempre è il ricordo che mantiene in vita il passato, e se

volessimo accettare la tesi della fotografia come rappresentazione della morte

dovremmo rivisitare tutta la nostra storia fatta d 'immagini che rappresentano, a

modo loro, la vita”.

Non ho ancora visto una fotografia di cadaveri che mi abbia fatto venire la pelle d’ oca .

  1. Dalla camera chiara di Roland Barthes: “vita /morte: il paradigma si riduce a un semplice clic  dell’otturatore, quel che separa la posa iniziale dal ruolo finale”. Cosa ne pensi.

 Nel linguaggio comune un paradigma è un modello di riferimento, un termine di paragone

Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente .

Roland Barthes

 

 

 

  1. Il morto è l’assente come la fotografia della natura morta. Punto di partenza un immagine mancante.

 Non faccio nature morte e il morto e’ assente ?

  1. la fotografia insegue la pittura con l’emulazione con effetti talvolta al limite della

parodia?

Perche’ parodia, penso che ormai la fotografia abbia un suo riconoscimento e

una sua vita indipendente .

  1. La fotografia pornografica crea piacere o stimola desiderio?

 Stimolano molto di più, la nostra curiosità e la fantasia che le fotografie

pornografiche.

6 La parodia - dalla lingua greca parà (simile) + odè (canto) - è l'imitazione di uno stile letterario, musicale o artistico destinata ad essere riconosciuta come tale. Guardare, osservare e  vedere in fotografia sono tre parole diverse fra loro ma nello specifico: volgere, posare intenzionalmente lo sguardo su qualcosa . o su qualcuno, o osservare: guardare con attenzione o vedere: percepire attraverso gli occhi, con il senso della vista, notare, accorgersi.

 

Quando vado in giro per fotografare mi dimentico del mondo reale e mi immergo in un mio mondo fatto di luci ,suoni , colori ,ombre, emozioni non penso ma scatto quando tutto questo mondo e’ in sintonia .

7 Auto fotografarsi è un desiderio di sintesi e di identificazione nonché di simbolizzazione forte della figura dell’artista come martire sulla via della conoscenza? Per poi rivelare da tale ricerca il veritiero in fondo esasperante narcisismo?

Non mi faccio mai autoritratti e non mi piaccio in foto .

8 Per pornografia si può intendere mostrare tutto senza pudori?

Si dice pornografica di cosa che offende il pudore

Tutto viene mostrato e tutto può essere visto, si ripete oggi, senza pudori.

Oggi tutto viene venduto con immagini che se non pornografiche ,molto si

avvicinano, per cui tutto sembra si possa mostrare per il dio denaro.

 9 Mostrare il corpo perversamente secondo un complesso e ambiguo gioco di nascondimenti e svelamenti è giusto?

 Un bel corpo appartiene anche a tutti, ma solo nell' immaginario.

  1. La fotografia è più coinvolta dall’aspetto della realtà rispetto alle altri arti umane?

 Certamente d’altronde in fotografia c’e’ sempre una relazione fra soggetto e

realtà.

11 Come  si può lavorare insieme fotografo e modella (caso famoso Alfred Stieghtz e Clarence H. White) dietro l’unico occhio della macchina fotografica?

 Non ho esperienze in questo campo

12 Nell’immaginario comune è diffuso il sospetto di un intimo rapporto e sensuale tra il fotografo e la modella. Quanto potrebbe esserci di vero o di falso?

Anche in questo non ho esperienze. Anche se penso che per ottenere certi risultati

un certo rapporto modella / fotografo sia necessario , non necessariamente

sessuale .

13 Lealtà, generosità e discrezione sono qualità di un fotografo?

I fotografi non sono certamente dei santi , anzi oggi sono tutt’ altro.

14La modella è molto più indipendente e trasgressiva del fotografo?

Vorrei conoscere una modella trasgressiva . Anche se mi imbarazzerebbe molto .

15 Nella vita frequentando dei fotografi ha imparato qualcosa da loro? Se si cosa

Si apprende sempre da tutti , io ho frequentato solo fotoamatori e da alcuni di loro ho imparato l’umilta’ .

Ho poi conosciuto il maestro dei maestri Mario Giacomelli , da lui ho imparato molto, Lui parlava di vita di amore di morte di fotografia di anima sempre con una passione innata e inesauribile . Veramente una grande esperienza .

 

 

Ciao Danilo e grazie                                                          Milano  07-02-2010

 

26 Come catturare la vitalità della scena di strada in fotografia?
27 Cosa vuol dire vedere in bianco e nero prima di scattare?
28  Quali sono i consigli che senti di impartire a un principiante con basi di fotografia tradizionale che intende passare al digitale?
29 Si può amare la fotografia solo ed unicamente in contrapposizione al cinema?
30 A chi appartiene la foto? Al soggetto fisico fotografato o al fotografo?
31 Cosa ha pensato il primo uomo che ha visto la prima fotografia (eccetto Niepce)?
32 Che cosa c’è nel tuo zaino fotografico?
33 Qual è il segreto di una fotografia che dura nel tempo?
34 Cosa ti fa indignare in fotografia o del mondo fotografico?

 

26 Come catturare la vitalità della scena di strada in fotografia?

 Come dice  R. Barthes

“La veggenza  del fotografo non consiste tanto nel vedere ,quanto piuttosto nel trovarsi la’”

In  questi periodi uso un sistema tutto mio ,  quando vedo un soggetto che mi interessa metto a fuoco alla distanza che ritengo sara’ quella di scatto , poi mi avvicino al soggetto e scatto .

Si puo’ arrivare quasi in contatto con il soggetto che spesso se ne accorge e’ rimane sorpreso .

Prima o poi mi pesteranno .

 27 Cosa vuol dire vedere in bianco e nero prima di scattare?

 Devo dire che  con l’avvento del  digitale  ho perso un po’  l’abitudine  a pensare le foto in bianco e nero ,e ho scoperto un nuovo mondo a colori .

Decido poi se trasformarla in b-w .

La  qualita’ della luce e’  comunque la sola  cosa che conta .

 28 Quali sono i consigli che senti di impartire a un principiante con basi di fotografia tradizionale che intende    passare al digitale?

 

Mi sembra una domanda  superata dal tempo in cui viviamo, penso che ormai tutti si siano convertiti al digitale , e sinceramente non capisco chi invece fa’ il contrario , scattare in analogico per poi trasformare in digitale . ( la fase di stampa della propria immagine era magica e bellissima , che tempi!!!)

Comunque gli unici consigli che mi sento di dare e di studiarsi un po’ la tecnica digitale , e non pensare mai che la macchina possa fare tutto  , usare con moderazione lo zoom , certe macchine arrivano  ad avere uno zoom  da 28 al 500 , ma dopo il 150 ci hanno sempre insegnato che bisogna usare il cavalletto .

Con il flash anche io  ho un sacco di  problemi, ci avevano insegnato che il lampo era l’unica cosa che congelava il movimento 1/10000 di sec  ma con quello digitale  la foto non mi viene mai nel momento dello scatto .

 

 

29 Si può amare la fotografia solo ed unicamente in contrapposizione al cinema?

Io amo anche il cinema , da cui si puo’  prendere  molto ,  vado spesso  al cinema .

PS oggi ho visto un bellisimo film “il concerto”  magnifico.

 

30 A chi appartiene la foto? Al soggetto fisico fotografato o al fotografo?

 

Ogni fotografia “appartiene” al passato, è un qualcosa che è già stato .

Il soggetto e’ un mezzo per trasmettere emozioni ,ma le emozioni appartengono al fotografo 

Per cui penso che la foto appartenga al fotografo ,il soggetto non conta.

 

31 Cosa ha pensato il primo uomo che ha visto la prima fotografia (eccetto Niepce)?

Chissa’ cosa ha pensato il primo uomo che ha impresso involontariamente il suo piede nell’argilla e ha poi visto l’impronta?

Non so’ cosa rispondere , forse essendo nati in un’ epoca di fotografia in abbondanza non mi sono mai posto il problema .

32 Che cosa c’è nel tuo zaino fotografico?

 Devo dire che con l’avvento del digitale il mio zaino si e’ alleggerito un sacco .

Prima avevo  due corpi macchina Cannon AT1 con  28-50-70/150- 300 duplicatore di focale , filtri,pellicole b&n e colore insomma un bel peso.

Oggi  possiedo una Panasonix Lumix FZ 28 una compatta Cannon che sono quelle che uso normalmente , piu’  altre macchine digitali sorpassate .

In questi ultimi tempi ho preso l’abitudine di usare un monopiede Manfrotto , molto utile (sara’ per l’eta’).

  33 Qual è il segreto di una fotografia che dura nel tempo?

E' bellissimo accorgersi che di colpo una fotografia  ti parla,si anima, è una gioia infinita che tutte le volte che la guardi ti dica qualcosa ,

  34 Cosa ti fa indignare in fotografia o del mondo fotografico?

 Quello che mi fa indignare e’ l’arroganza di gente che senza conoscerti senza sapere niente di te ,si prende la liberta di criticare di voler giudicare quello che fai .

Una volta qualcuno dopo aver visto una mia foto mossa mi scrisse “ quando ero giovane e portavo  il rullino a sviluppare ,il fotografo mi diceva questa e’ una foto mossa non la sviluppiamo”

Dopo aver visto le sue foto gli risposi “ Tu continua a fare i tuoi fiori ,le tue api, le tue cartoline ciao”

Ecco questo essere fermi nel tempo senza mai mettersi in gioco e continuare a fare cose banali senza anima , e nello stesso tempo essere i padroni del sapere , questo mi indigna.

 altre domande da Danilo 

  1. intricato è il rapporto tra fotografia e morte e la simulazione che vi si può insinuare in ogni momento e non da sottovalutare. Infatti che cos’è un cadavere, una salma il corpo senza vita del morto? E’ esso fotografabile guardabile, sostenibile? La fotografia può cogliere dunque la morte?

  2. Dalla camera chiara di Roland Barthes: “vita (morte: il paradigma si riduce a un semplice clic   dell’otturatore, quel che separa la posa iniziale dal ruolo finale. Cosa ne pensi?

  3. Il morto è l’assente come la fotografia della natura morta. Punto di partenza un immagine mancante.

  4. la fotografia insegue la pittura con l’emulazione con effetti talvolta al limite della parodia?

  5. La fotografia pornografica crea piacere o stimola desiderio?

  6. La parodia - dalla lingua greca parà (simile) + odè (canto) - è l'imitazione di uno stile letterario, musicale o artistico destinata ad essere riconosciuta come tale.guardare, osservare e  vedere in fotografia sono tre parole diverse fra loro ma nello specifico: volgere, posare intenzionalmente lo sguardo su qualcosa . o su qualcuno, o osservare: guardare con attenzione o vedere: percepire attraverso gli occhi, con il senso della vista, notare, accorgersi.

  7. Auto fotografarsi è un desiderio di sintesi e di identificazione nonché di simbolizzazione forte della figura dell’artista come martire sulla via della conoscenza? Per poi rivelare da tale ricerca il veritiero in fondo esasperante narcisismo?

  8. Per pornografia si può intendere mostrare tutto senza pudori?

  9. Mostrare il corpo perversamente secondo un complesso e ambiguo gioco di nascondimenti e svelamenti è giusto?

  10.  La fotografia è più coinvolta dall’aspetto della realtà rispetto alle altri arti umane?

  11. Come  si può lavorare insieme fotografo e modella (caso famoso Alfred Stieghtz e Clarence H. White) dietro l’unico occhio della macchina fotografica?

  12. Nell’immaginario comune è diffuso il sospetto di un intimo rapporto e sensuale tra il fotografo e la modella. Quanto potrebbe esserci di vero o di falso?

  13. Lealtà, generosità e discrezione sono qualità di un fotografo?

  14. La modella è molto più indipendente e trasgressiva del fotografo?

  15. Nella vita frequentando dei fotografi ha imparato qualcosa da loro? Se si cosa?

 

 

 

 

  1. intricato è il rapporto tra fotografia e morte e la simulazione che vi si può insinuare in ogni momento e non da sottovalutare. Infatti che cos’è un cadavere, una salma

il corpo senza vita del morto? E’ esso fotografabile guardabile, sostenibile?

La fotografia può cogliere dunque la morte?

 

Qualcuno ha scritto “da sempre è il ricordo che mantiene in vita il passato, e se

volessimo accettare la tesi della fotografia come rappresentazione della morte

dovremmo rivisitare tutta la nostra storia fatta d 'immagini che rappresentano, a

modo loro, la vita”.

Non ho ancora visto una fotografia di cadaveri che mi abbia fatto venire la pelle

d’ oca .

 

  1. Dalla camera chiara di Roland Barthes: “vita /morte: il paradigma si riduce a un semplice clic  dell’otturatore, quel che separa la posa iniziale dal ruolo finale”. Cosa ne pensi.

 

Nel linguaggio comune un paradigma è un modello di riferimento, un termine di

paragone

Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete

meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente .

Roland Barthes

 

 

 

  1. Il morto è l’assente come la fotografia della natura morta. Punto di partenza un

immagine mancante.

 

Non faccio nature morte e il morto e’ assente ?

 

 

 

 

 

  1. la fotografia insegue la pittura con l’emulazione con effetti talvolta al limite della

parodia?

 

Perche’ parodia, penso che ormai la fotografia abbia un suo riconoscimento e

una sua vita indipendente .

 

  1. La fotografia pornografica crea piacere o stimola desiderio?

 

Stimolano molto di più, la nostra curiosità e la fantasia che le fotografie

pornografiche.

 

  1. La parodia - dalla lingua greca parà (simile) + odè (canto) - è l'imitazione di uno stile letterario, musicale o artistico destinata ad essere riconosciuta come tale. Guardare, osservare e  vedere in fotografia sono tre parole diverse fra loro ma nello specifico: volgere, posare intenzionalmente lo sguardo su qualcosa . o su qualcuno, o osservare: guardare con attenzione o vedere: percepire attraverso gli occhi, con il senso della vista, notare, accorgersi.

 

Quando vado in giro per fotografare mi dimentico del mondo reale e mi immergo in un mio mondo fatto di luci ,suoni , colori ,ombre, emozioni non penso ma scatto quando tutto questo mondo e’ in sintonia .

 

 

  1. Auto fotografarsi è un desiderio di sintesi e di identificazione nonché di simbolizzazione forte della figura dell’artista come martire sulla via della conoscenza? Per poi rivelare da tale ricerca il veritiero in fondo esasperante narcisismo?

 

Non mi faccio mai autoritratti e non mi piaccio in foto .

 

 

  1. Per pornografia si può intendere mostrare tutto senza pudori?

 

 

Si dice pornografica di cosa che offende il pudore

Tutto viene mostrato e tutto può essere visto, si ripete oggi, senza pudori.

Oggi tutto viene venduto con immagini che se non pornografiche ,molto si

avvicinano, per cui tutto sembra si possa mostrare per il dio denaro.

 

  1. Mostrare il corpo perversamente secondo un complesso e ambiguo gioco di nascondimenti e svelamenti è giusto?

 

Un bel corpo appartiene anche a tutti, ma solo nell' immaginario.

 

 

  1. La fotografia è più coinvolta dall’aspetto della realtà rispetto alle altri arti umane?

 

Certamente d’altronde in fotografia c’e’ sempre una relazione fra soggetto e

realtà.

 

  1. Come  si può lavorare insieme fotografo e modella (caso famoso Alfred Stieghtz e Clarence H. White) dietro l’unico occhio della macchina fotografica?

 

Non ho esperienze in questo campo

 

 

  1. Nell’immaginario comune è diffuso il sospetto di un intimo rapporto e sensuale tra il fotografo e la modella. Quanto potrebbe esserci di vero o di falso?

 

 

Anche in questo non ho esperienze. Anche se penso che per ottenere certi risultati

un certo rapporto modella / fotografo sia necessario , non necessariamente

sessuale .

 

 

  1. Lealtà, generosità e discrezione sono qualità di un fotografo?

 

I fotografi non sono certamente dei santi , anzi oggi sono tutt’ altro.

 

 

 

  1. La modella è molto più indipendente e trasgressiva del fotografo?

 

Vorrei conoscere una modella trasgressiva . Anche se mi imbarazzerebbe molto .

 

 

  1. Nella vita frequentando dei fotografi ha imparato qualcosa da loro? Se si cosa

 

 

Si apprende sempre da tutti , io ho frequentato solo fotoamatori e da alcuni di loro ho imparato l’umilta’ .

Ho poi conosciuto il maestro dei maestri Mario Giacomelli , da lui ho imparato molto, Lui parlava di vita di amore di morte di fotografia di anima sempre con una passione innata e inesauribile . Veramente una grande esperienza .

 

Con simpatia Giovanni

 

 

 

 

Ti ringrazio Danilo

Spero di essere stato esaustivo e di aver risposto coerentemente alle tue domande.

Ciao

Con simpatia Giovanni

 

Alberto Gianfranco Baccelli mi pone delle domande


Alberto Gianfranco Baccelli

 

Nella tua biografia si legge che hai conosciuto il grande maestro Mario Giacomelli, hai un aneddoto da raccontare?

 

Ho fatto le vacanze un sacco di tempo al camping Summerland di Senigallia negli anni 80 Lui era uno dei proprietari e la sera veniva in campeggio sempre vestito di bianco o di nero con i suoi lunghi capelli bianchi , ai tempi stampavo le mie foto in bianco e nero e un anno le portai e gli e le feci vedere , devo dire che mi fece piacere il suo parere positivo e sincero. Lui parlava della fotografia con una passione e un trasporto veramente incredibili , parlava della vita, del dolore, dell' amore e della morte con un' intensità che coinvolgeva . Ai tempi frequentavo il circolo Filologico Milanese gli proposi di fare una mostra da noi , cosa che facemmo poi con la sua presenza all' inaugurazione ,una serata indimenticabile.

Giacomelli ha influenzato il tuo modo di fotografare o ti sei anche ispirato ad altri?

Sicuramente Giacomelli è quello che piu' mi ha colpito come autore ma c'erano Franco Fontana , Luigi Ghirri , Mulas , Josef Koudelka , Henri Cartier – Bresson , Jeanloup Sieff , Mapplethorpe insomma in tanti . Ho sempre amato andare per mostre , comprare libri sia fotografici sia di pittura , e tutto influenza la nostra mente .

Le tue foto sono per lo più minimaliste e prese dalla strada, tu contestualizzi un'idea o cogli l'attimo?

Non saprei descrivere cosa sia per me la fotografia. E' solo la magia della memorizzazione di uno stato d'animo quello che cerco di rendere con  la fotocamera . Nelle mie foto quello  che  mi  preme  e riproporre la questione dell 'essere  ché  abita una   terra  fatta di segni , di solitudini di angosce e  speranze. Luce forme  e pensieri nella  dimensione quotidiana .

Indipendentemente dal modo di operare, le tue fotografie sono un concentrato di composizione ricercata e armonica, la cui visione porta il lettore a riflettere ed ad immaginare. Questo ti ha portato al Gruppo MES?

IL DECALOGO - MOVIMENTO ERMETICO SUBLIMINALE

 L'arte MES è di chi la fa e di chi la guarda.

 L'arte MES è un ponte che unisce l'autore con lo spettatore, costruito da entrambi.

L'arte MES è uno specchio dove l'autore è il riflettente e l'osservatore il riflesso.

 L'arte MES stimola l'osservatore a cercare le motivazione e a leggerne il significato.

 L'arte MES fa sì che ognuno che si ponga davanti ad un'opera MES la faccia diventare unica.

 L'arte MES trasforma un creato in un creando, l'osservatore in creante e l'autore in creatore.

 L'arte MES deve dare alcuni appigli dai quali l'osservatore si eleverà a co-autore.

 L'arte MES richiede creatività ed interesse da parte dell'osservatore.

 L'arte MES provoca la creatività e l'interesse dell'osservatore.

 L'arte MES non decalogo è per pigri mentali o indolenti osservatori.

 

Il decalogo del Mes e stimolante e pieno di verità che ben si adattano alla mia esigenza del fotografare..

 

Hai sempre anche usato il colore come forma espressiva, portando le tue immagini fotografiche a somigliare sempre più a pitture. Questo tuo percorso come si è sviluppato? (non come lo esegui, ma perché ne fai uso)

 

Ho sempre fotografato anche a colori ma stampavo solo in bianco e nero , con l’evento del digitale e l’uso del fotoritocco ho avuto verso il colore una particolare attenzione , ritengo che il colore sia l'espressione di una vibrazione ,  credo la corrispondenza colore-emozione-sentimento un insieme di meccanismi , psicologici- culturali personali interessanti .

La mia ricerca sul colore vuol arrivare ad esprimere dei messaggi che superino la dimensione figurativa reale.
Per questo il colore diventa nelle mie foto forte, puro, acceso, pieno di vita e spero di sentimento .

Ci lasciamo con una domanda che è anche un augurio. Progetti futuri?

Non faccio mai progetti ma spero che la creatività mi porti a vedere e realizzare cose nuove , evolversi credo sia la cosa piu’ importante per un’ artista ( artista parola grossa ) .

Ultimamente stò sperimentando la casualità dello scatto , il digitale ha portato a una forte semplificazione e democratizzazione degli strumenti prima a disposizione di una cerchia ristretta di appassionati e professionisti , stò cercano di creare fotografie in cui la casualità ha una parte molto importante , si sceglie il soggetto ma l’uso del mezzo non come si dovrebbe ( intendo tempi lunghissimi , sottoesposizioni , temperatura colore sballata , scatti al volo ecc.) porta ad effetti certe volte sbalorditivi . Una tecnica che comporta un lavoro notevole per ottenere l’effetto giusto ma che mi stà coinvolgendo sempre piu’ .

 

giovanni paolini

 

Odio le immagini che rimangono così come la macchina le vede.

Riprendere un soggetto senza però modificare niente è come aver sprecato tempo.

Mario Giacomelli 

 

Titolo

 

 

 

Editorial Staff Titti Delvecchio

On Cover Photographer Giovanni Paolini
Le linee verticali e orizzontali, sono l'espressione di due forze opposte; queste esistono dovunque e dominano ogni cosa; la loro azione reciproca costituisce la vita.Riconobbi che l'equilibrio di ogni aspetto particolare della natura poggia sull'equivalenza dei suoi opposti. P. Mondrian. 
Una foto particolare, in cui lo sfondo fatto da semplici linee che formano dei rettangoli sembra dominare e fare da palcoscenico al soggetto, che, vista la sua postura e il suo andamento, sembra quasi subire la scenografia, allontanandosi da questa! 
Un'immagine, che ricorda i dipinti di Mondrian, il cui potere evocativo è enfatizzato da un b/n eccezionale. 
Complimenti.

bestselected

l nuovo fotografo selezionato per entrare a far parte del progetto BestSelected è:

Giovanni Paolini

"......Non saprei dire esattamente cosa sia per me la fotografia. E' solo il riuscire a cogliere il momento di uno stato d'animo quello che cerco di trasmettere. 
Non so' mai cosa fotograferò. Una luce, un volto, un muro. Certamente non riconosco alcun intento al momento dello scatto. E' la totale libertà dell'emozione a coinvolgermi. Quando fotografo il mondo scompare e ci sono solo io, la luce e le mie emozioni !!
Se poi questi miei momenti coinvolgono anche gli altri, e non importa come, ne sono contento..."

Carlo Longarini

 
Appoggiare per le competenze in fotografia di strada
Giovanni è molto attivo nel campo della fotografia di strada dove, giocando con i personaggi e sfondi che si trovano a Milano, riesce a creare grande impatto fotografico. Ha la capacità di trasformare scene quotidiane in immagini di un mondo paradossale. Ha uno stile forte e personalissimo caratterizzato da colori saturi e scene surreali. I pensieri di perfetti sconosciuti sembrano prendere vita grazie ai graffiti inevitabile o qualsiasi altro scorcio metropolitano. La scelta di pegno ignaro di turno rigorosamente fotografato di profilo rende il lavoro perfettamente riconoscibile che ci presenta. Grande fotografo a mio parere

Annalisa  Caolin  

GIOVANNI PAOLINI

The image is spirit, matter, time, space, occasion for looking. Tracks that are evidence of ourselves and the sign of a culture that lives ceaselessly rhythms that govern memory, history, standards of knowledge.
Mario Giacomelli

https://contrastedgallery.wordpress.com/2015/01/16/giovanni-paolini/